6. Le mille dimostrazioni del teorema di PitagoraLe dimostrazioni del celebre teorema non sono infinite, ma nel corso dei secoli ne sono state proposte diverse centinaia, con molte varianti, e il loro numero continua a crescere grazie a quelle che ancora oggi vengono scoperte da matematici professionisti o dilettanti, sempre affascinati da questo teorema. Se andiamo a curiosare fra le tante dimostrazioni, ne troviamo alcune veramente curiose. Sicuramente Schopenahuer più della dimostrazione di Euclide, avrebbe apprezzato quella proposta nel 1873 da Henry Perigal (Fig. 27), un agente di cambio inglese con la passione per la matematica. Egli divide il quadrato costruito sul cateto maggiore in quattro parti, con due segmenti passanti per il centro del quadrato stesso, uno dei quali parallelo e l'altro perpendicolare all'ipotenusa BC, e ricompone poi i quattro pezzi, insieme al quadrato costruito sull’altro cateto, nel quadrato dell’ipotenusa. Si tratta naturalmente di dimostrare l'equivalenza delle parti in cui sono stati divisi i quadrati dei cateti con quelle ricomposte sul quadrato dell'ipotenusa .
Sempre con la scomposizione in parti equivalenti, sono riportate nelle figure delle due pagine seguenti alcune altre costruzioni e dimostrazioni del teorema di Pitagora. Sono state evidenziate soltanto le scomposizioni in parti equivalenti, lasciando al lettore il compito delle dimostrazioni.
Nel Giardino di Archimede, Un museo per la matematica, alle pagine web dedicate a Pitagora, si trova una dimostrazione, simile alla precedente, ma in poesia, trovata pare, nel secolo scorso, da un astronomo dell'osservatorio di Greenwich, G. B. Airy.
Se il lettore osserva la fig. 33, saprà ricavarne immediatamente la dimostrazione: i due triangoli gialli con la parte bianca formano il quadrato dell'ipotenusa, mentre la stessa parte bianca con i due triangoli verdi, equivalenti ai precedenti, formano i quadrati dei cateti, com'è facilmente verificabile. Airy presenta poeticamente la figura in questo modo: I am, as you
can see, Tentiamone una traduzione: Come potete
veder, son qui: Vediamo ancora la dimostrazione trovata nel 1876 da James A. Garfield, ventesimo presidente degli Stati Uniti. Antischiavista, eroe della guerra civile, Garfield venne eletto presidente nel 1880 e avviò subito una campagna contro la corruzione politica, procurandosi per questo molti nemici. Pochi mesi dopo la sua elezione, venne ferito con alcuni colpi di pistola.
A. G. Bell, l'inventore del telefono, tentò di individuare la posizione della pallottola rimasta nel corpo di Garfield con un metal detector di sua invenzione. Ma non si accorse che il letto sul quale giaceva il presidente aveva una rete metallica che disturbava l'uso del suo apparecchio. Il suo intervento fu quindi inutile e il Presidente morì dopo alcuni giorni, anche per colpa dei medici che lo avevano visitato. I grandi medici chiamati a consulto erano riusciti soltanto ad aggravare le sue condizioni per le scarse condizioni igeniche in cui avevano operato. Garfield trovò una dimostrazione inedita del teorema insieme ad alcuni suoi colleghi del Congresso, in un "momento di passatempo matematico". "Pensiamo che su questa dimostrazione - disse - si possano trovare d'accordo tutti i deputati, indipendentemente dalle loro idee politiche". La dimostrazione di Garfield, molto bella, si fonda sul calcolo dell’area del trapezio. In questo caso non dobbiamo costruire alcun quadrato.
Sull’ipotenusa del triangolo rettangolo ABC viene costruito il triangolo rettangolo isoscele CBE. Si prolunga la retta AC fino ad incontrare in D la perpendicolare tracciata da E. Il triangolo ABC è uguale al triangolo DCE, perciò: AB = DC e AC = DE. Sia l'altezza che la somma delle basi sono x + y e quindi l’area del trapezio ABDE è:
Ma l’area dello stesso trapezio è anche uguale alla somma delle aree dei tre triangoli ABC, BCE e CDE:
Abbiamo quindi: Se si semplifica, si ottiene la relazione del teorema di Pitagora: x2 + y2 = z2 |