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I NUMERI REALI
di Marisa Capra,
La prima situazione
Achille ha una velocità maggiore di quella della Tartaruga ma, quando Achille arriva al punto di partenza della Tartaruga, essa è avanzata e si trova più avanti:
Quando Achille arriva in T’, la tartaruga, seppur di poco, si sarà spostata in avanti in T’’ e così via:
Procedendo in questo modo e seguendo questo ragionamento è evidente che Achille, seppure di pochissimo, perderà la corsa perché non riuscirà mai a raggiungere la tartaruga
Nel suo percorso la freccia giungerà nel punto medio M del segmento AB
e quindi nel punto medio M’ del segmento MB
e quindi nel punto medio M’’
del segmento M’B. Questi due problemi furono formulati da Zenone, un filosofo della scuola eleatica, vissuto circa 500 anni a.C.. Le sue argomentazioni sono evidentemente dei paradossi e infatti si racconta che Diogene, per dimostrarne la falsità, non pronunciò alcuna parola ma si alzò e, in silenzio, si mise a camminare.
Riflettendo su tali paradossi si nota bene come, nel risolvere un determinato problema, l’uso di un modello inadatto può portare a conclusioni totalmente errate e, a volte, addirittura in contrasto con la realtà. “L’errore” di Zenone è quello di pensare al movimento come una successione di scatti successivi; lavora nel discreto e non nel continuo, cioè pensa al movimento come somma di infinite parti che devono portare “necessariamente” all’infinito. Solo da pochi secoli si è potuto dimostrare che la somma di infiniti addendi può anche portare ad un numero finito.
Come si può dire che si lavora con
un insieme numerico che opera nel “continuo”? Tutta la costruzione matematica poggia sugli insiemi numerici, via via ampliati per rispondere alla necessità di risolvere nuovi problemi:
non sempre è però possibile esprimere la misura di una grandezza come frazione di un’altra, vedi, per esempio, il lato di un quadrato e la sua diagonale, e allora si dovrà introdurre un nuovo insieme di numeri che oltre ai razionali comprenda anche numeri non rappresentabili mediante una frazione, i cosiddetti numeri irrazionali. I quattro insiemi numerici che abbiamo ricordato hanno alcune caratteristiche comuni:
Ci sono poi caratteristiche ben differenti e fra queste quelle che maggiormente ci interessano ora sono le seguenti:
Occorre fare ora attenzione per non incorrere
in un grave errore di interpretazione!
A tal proposito si veda, sempre su questo sito, la bellissima lezione delle Proff. G. Gallino e S. Serre dal titolo: “Dai numeri figurati all’incommensurabilità: un possibile percorso" Per capire l’affermazione: l’insieme
R dei numeri reali è denso e inoltre completa la retta,
ricordiamo adesso l’Assioma di Dedekind della
continuità della retta. Esso afferma che:
allora le due classi vengono chiamate partizione
e l’elemento, massimo di A oppure minimo di B, viene detto elemento
separatore delle due classi E l’insieme dei numeri reali?
es. 1 In Q definiamo le seguenti sezioni, cioè la seguente partizione:
In tale situazione è evidente che il numero razionale 3/4 è l’elemento separatore delle due classi.
es. 2 In Q definiamo la seguente partizione, dove Q- è l’insieme dei razionali negativi e Q+ di quelli positivi.
Gli elementi di A sono tutti i numeri razionali negativi, lo zero e tutti i razionali positivi il cui quadrato è minore o uguale a 2:
Gli elementi di B sono tutti i numeri razionali positivi il cui quadrato è maggiore di 2
In tale situazione è evidente che il numero √2 è l’elemento separatore delle due classi, ma sappiamo non essere un numero razionale, non è né il massimo di A, né il minimo di B.. Possiamo ora dedurre che se operiamo in Q non sempre le partizioni hanno come elemento separatore un razionale e quindi possiamo pensare di ampliare l’insieme dei razionali in modo che l’elemento separatore esista sempre
Definiamo allora numero reale
una partizione operata in Q, in cui gli elementi della
prima sezione sono minori di quelli della seconda. L’insieme R, come unione dei numeri razionali con gli irrazionali, gode della proprietà di avere un elemento separatore per ogni sua partizione; si può quindi pensare che sia in corrispondenza biunivoca con l’insieme dei punti della retta e pertanto che anch’esso sia un insieme continuo Per rappresentare i numeri razionali si possono usare le frazioni, oppure scriverli come interi o come decimali limitati o come decimali illimitati periodici
Per rappresentare un numero irrazionale in forma decimale si può usare una stringa di cifre decimali, con infinite cifre decimali dopo la virgola; è evidente che non si potranno scrivere tutte le cifre ma se ne potranno determinare quante se ne vogliono, approssimando il numero irrazionale con la precisione voluta, mediante due insiemi, uno costituito da valori che si avvicinano al numero per difetto e l’altro costituito da valori che si avvicinano al numero per eccesso; ad esempio :
e così via. Per quanto riguarda questa costruzione,
suggerisco di vedere, sempre su questo sito,
Fra i numeri irrazionali quelli che si incontrano
con una certa frequenza, a parte gli irrazionali trascendenti come I momenti più significativi della
storia dei radicali, che hanno attraversato non solo i secoli ma addirittura
i millenni, sono i seguenti: Questo percorso non è stato scevro
di difficoltà e di ostacoli; basti pensare che ancora nel 1800
L. Kronecker, con la sua famosa affermazione: “Dio ha creato
i numeri interi, tutto il resto è opera dell’uomo”,
esprimeva la sua profonda convinzione che fosse corretto studiare la
Matematica, utilizzando solo i numeri interi.
I numeri reali algebrici e i numeri reali trascendenti Esiste una interessante classificazione
dei numeri reali: essi possono essere algebrici oppure
trascendenti.
I numeri si dicono trascendenti quando non possono essere soluzioni di nessuna equazione polinomiale del tipo sopraddetto. I numeri reali razionali sono tutti
algebrici: I numeri reali irrazionali possono essere
algebrici: ma possono essere anche trascendenti; per
esempio, nel 1882 il matematico tedesco Lindemann dimostrò
che L’insieme dei numeri reali R può allora essere pensato insiemisticamente attraverso il seguente diagramma di Eulero-Venn
Conway, J.H., and R.K. Guy, Il libro dei numeri, Hoepli, 1999 R. Courant e H. Robbins, Che cos’è la matematica, Bollati Boringhieri, 2000, pp. 100 – 116 Lombardo Radice Lucio, L’infinito, Editori Riuniti, 1981 Maor Eli, All’infinito e oltre, Mursia, 1993 Peter Rozsa, Giocando con l’infinito – Matematica per tutti, Feltrinelli, 1973 Rucker R., La mente e l'infinito, Muzzio, 1994 Borwein, J. and Borwein, P. A Dictionary of Real Numbers, Wadsworth, 1990 Le Lionnais Francois, Les nombres remarquables, Hermann, 1983 Flegg Graham, Numbers – Their History and Meaning, Penguin Books, 1983
Dai numeri figurati al concetto di incommensurabilità:
un possibile percorso! una lezione di Gemma Gallino e Stefania Serre: I numeri complessi: un percorso didattico
fra algebra e geometria di Luigi Tomasi Luigi Corgnier, Istruzioni per l’uso
di un programma dimostrativo per il calcolo delle radici, Galileo e I numeri reali di U. Bartocci,
Dipartimento di Matematica, Universita' degli Studi, Perugia: … e ancora di U. Bartocci, Fondamenti
della teoria dei numeri reali: Numeri reali secondo Cantor di Giulio Giorello: La teoria dei numeri reali, dal Giardino
di Archimede: Definizione e teoria dei numeri reali: A Question of Numbers, un articolo di Brian
Ayes: L’home page di Simon Plouffe: … e il suo Inverse Symbolic Calculator,
dedicato ai numeri reali: Certitudes sans démonstration? un
articolo di Jean-Paul Delahaye : What are the "real numbers," really?,
di Eric Schechter, Vanderbilt University: I numeri reali di Stefan Waner, Hofstra
University: The evolution of the real numbers di Lawrence
Spector: Understanding Algebra, testo online di James
W. Brennan |