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Gyre e Gimble
a cura di Chiara Baldovino
Lunule di Ippocrate (Hippocrates'
lunes)
Si
dice LUNULA una superficie piana delimitata da due archi di cerchio
di raggio diverso.
Il nome di Ippocrate di Chio, geometra
greco vissuto ad Atene attorno al 450-420 a.C, è strettamente
legato ai primi tentativi di quadratura delle lunule.
A quanto dice Aristotele, Ippocrate si dedicò in un primo tempo
al commercio; derubato poi dei suoi averi, si fermò ad Atene
e si dedicò totalmente alla geometria.
Egli fu il fondatore della scuola geometrica ateniese ed è da
considerarsi come il primo grande geometra greco.
Ippocrate si occupò di due problemi che dominarono tutta la geometria
greca: la quadratura del cerchio e la duplicazione del cubo.
Ad
Ippocrate è dovuto il primo tentativo di esposizione sistematica
della geometria in un libro, “Elementi”, andato perduto:
pare che Ippocrate conoscesse il metodo di riduzione di un teorema ad
altro più semplice e anche il metodo di dimostrazione per assurdo.
Un frammento che Simplicio (520 d.C.) afferma
di aver copiato dalla “Storia della Matematica”
di Eudemo (320 a.C.) attribuisce ad Ippocrate il teorema secondo cui
le aree di due cerchi stanno tra loro come i quadrati costruiti
sui loro diametri.
Utilizzando questa proprietà Ippocrate riuscì facilmente
ad ottenere la prima rigorosa quadratura di un’area curvilinea
(quella di alcune particolari lunule) cioè a trovare con riga
e compasso un quadrato di area equivalente a quella dell’area
curvilinea.
Ne riportiamo brevemente una dimostrazione.
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Sia ABC un triangolo rettangolo isoscele
inscritto nel semicerchio di centro O e raggio r e sia AEC il semicerchio
avente AC come diametro.
Dal momento che le aree di due semicerchi
stanno tra loro come i quadrati costruiti sui loro diametri si ha che
.png)
e
quindi Area AOCD =½ Area semicerchio ABC =Area
semicerchio ACE.
Sottraendo alle due superficie l’area comune ACD (in viola) si
ottiene
Area lunula ACE = Area triangolo
AOC.
Questo risultato è detto quadratura
perché si è trovato che un’area curvilinea è
uguale ad un’area limitata da segmenti di retta che può
essere facilmente calcolata.
Ippocrate ha anche dimostrato che se sul diametro di un semicerchio
si costruisce un trapezio isoscele con tre lati uguali e se sui tre
lati uguali si costruiscono semicerchi, allora il trapezio ha un’area
uguale alla somma delle tre lunule e del semicerchio costruito su uno
dei lati uguali del trapezio
Da questa seconda quadratura seguirebbe
che, se si possono quadrare le lunule, anche per il semicerchio e quindi
per il cerchio- si può ottenere la quadratura.
Sembra che questa conclusione abbia fatto sperare ad Ippocrate e ai
suoi successori che alla fine si sarebbe riusciti a quadrare il cerchio;
si dovette attendere il 1882 perché F. Lindemann dimostrasse
l’impossibilità della quadratura del cerchio.
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